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PMI innovative: le nuove misure del governo per accelerare il rafforzamento e la crescita dimensionale delle imprese caratterizzate da una forte dotazione tecnologica
Il Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3 (noto come “Investment Compact”), convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2015, n. 33, ha assegnato larga parte delle misure già previste a beneficio delle “startup innovative” a una platea di imprese potenzialmente molto più ampia: le “PMI innovative”, vale a dire tutte le Piccole e Medie Imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dalla formulazione dell’oggetto sociale e dal livello di maturazione. Le PMI che dichiareranno di detenere i requisiti richiesti potranno usufruire di numerose agevolazioni.
I REQUISITI RICHIESTI
Per iscriversi al registro delle PMI innovative le Piccole e Medie Imprese, vale a dire le imprese che impiegano meno di 250 persone e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro, devono rispettare i seguenti requisiti:
- sono costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa;
- hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
- dispongono della certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;
- le loro azioni non sono quotate in un mercato regolamentato;
- non sono iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle startup innovative e agli incubatori certificati;
- infine, il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno due dei tre seguenti criteri:
- volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione;
- impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in una quota almeno pari a 1/5 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in una quota almeno pari a 1/3 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
- titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.
Regime di pubblicità: per accedere al regime di agevolazioni, le PMI innovative devono registrarsi nella sezione speciale del Registro delle imprese creata ad hoc presso le Camere di Commercio. Specularmente rispetto a quanto già previsto per le startup innovative, l’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio competente in via territoriale una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti su esposti. Come per le startup innovative, il registro speciale delle PMI innovative viene reso pubblico in formato elettronico e aggiornato su base settimanale dal sistema camerale, in modo da dare pubblicità, favorire il monitoraggio diffuso e un dibattito qualificato e oggettivo sull’impatto che la nuova normativa avrà sulla crescita economica, l’occupazione e l’innovazione.
Controllo dei requisiti: le autorità competenti effettuano controlli sull’effettivo possesso dei requisiti previsti.
Aggiornamento dei requisiti: le PMI innovative hanno l’obbligo di aggiornare con cadenza annuale (scadenza 30 giugno) i dati forniti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, pena la perdita dello status di PMI innovativa. Tali dati riguardano in via principale la tipologia di attività condotta, con particolare riferimento agli elementi caratterizzanti relativi all’innovazione tecnologica.
LE AGEVOLAZIONI OTTENIBILI
Le agevolazioni che le PMI innovative possono ottenere sono le seguenti:
- Esonero dall’imposta di bollo: le PMI innovative sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo dovuta per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
- Deroghe alla disciplina societaria ordinaria: le deroghe più significative sono previste per le PMI innovative costituite in forma di s.r.l., per le quali si consente: la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote; la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi; l’offerta al pubblico di quote di capitale. Molte di queste misure comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della s.r.l., avvicinandola a quella della s.p.a..
- Facilitazioni nel ripianamento delle perdite: in caso di perdite sistematiche le PMI innovative godono di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo).
- Inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo: la PMI innovativa non è tenuta ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa.
- Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.
- Incentivi fiscali per investimenti in PMI innovative che operano sul mercato da meno di sette anni dalla loro prima vendita commerciale provenienti da persone fisiche (detrazione Irpef del 19% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 500mila euro) e persone giuridiche (deduzione dall’imponibile Ires del 20% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 1,8 milioni di euro). Gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa. Alle PMI innovative che operano sul mercato da più di sette anni dalla loro prima vendita commerciale, tali incentivi si applicano qualora siano in grado di presentare un piano di sviluppo di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore interessato.
- Ricorso all’equity crowdfunding, la cui regolamentazione di dettaglio è stata predisposta nel giugno 2013 dalla Consob: con la pubblicazione del testo definitivo del “Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line” l’Italia è stato il primo Paese al mondo ad aver regolamentato il fenomeno. Anche le PMI innovative, come le startup innovative, possono avviare campagne di raccolta di capitale diffuso attraverso portali online autorizzati. Inoltre, in merito all’equity crowdfunding, l’Investment Compact ha introdotto due ulteriori novità: anche gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative e in PMI innovative possono raccogliere capitali mediante campagne online sui portali autorizzati, consentendo una diversificazione e riduzione del rischio di portafoglio per l’investitore retail; in via derogatoria rispetto alla disciplina ordinaria, il trasferimento delle quote di startup innovative e PMI innovative viene dematerializzato, con conseguente riduzione degli oneri annessi in un’ottica di fluidificazione del mercato secondario.
- Intervento semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo pubblico che facilita il finanziamento bancario attraverso la concessione di una garanzia sui prestiti. Tale garanzia copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alla PMI innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario.
- Sostegno nel processo di internazionalizzazione da parte dell’Agenzia ICE: include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle PMI innovative con investitori potenziali.
Tutte le misure sono già operative e potranno essere fruite dalle PMI innovative a seguito dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro, ad eccezione delle lettere f e h che necessitano di provvedimenti attuativi. In particolare, il decreto interministeriale riguardante le agevolazioni fiscali sugli investimenti necessita di una notifica europea in conformità alla disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato.
ISI INAIL 2014: contributi per la sicurezza nei luoghi di lavoro
È stato pubblicato il bando ISI 2014, relativo ai contributi messi a disposizione dall’INAIL per incentivare e supportare le aziende ad attuare progetti a favore della sicurezza nei luoghi di lavoro.
BENEFICIO: il contributo è concesso a fondo perduto e copre fino al 65% del costo ammissibile dell’intervento, fino a un importo massimo di 130.000 euro. Il contributo minimo ammissibile ammonta a 5.000 euro.
BENEFICIARI: possono presentare domanda tutte le imprese nazionali, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, purché non abbiano già usufruito di un precedente bando ISI o FIPIT.
INTERVENTI FINANZIABILI: gli interventi devono ricadere in una delle seguenti tipologie:
- progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, mediante: 1) ristrutturazione o la modifica degli ambienti di lavoro; 2) acquisto e/o sostituzione di macchine; 3) acquisto di dispositivi per lo svolgimento di attività in ambienti confinati; 4) installazione, modifica o adeguamento di impianti elettrici, antincendio, di aspirazione e ventilazione.
- adozione di modelli organizzativi e progetti di responsabilità sociale.
I progetti di investimento possono riguardare uno dei seguenti interventi:
- Agenti chimici cancerogeni o mutageni (escluso amianto): eliminazione di uno o più agenti e/o adozione di un sistema chiuso nella loro produzione o utilizzazione;
- Bonifica da materiali contenenti amianto;
- Attività lavorative in ambienti confinati: acquisto di dispositivi di rilevazione di agenti chimici, di dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, di dispositivi di protezione individuale idonei per il salvataggio e relativo sistema di recupero;
- Riduzione del rischio rumore, per valori di esposizione iniziale superiori al valore inferiore di azione, mediante interventi ambientali sulla sua trasmissione e propagazione;
- Acquisto di macchine per la riduzione del rischio di caduta nei lavori in quota;
- Riduzione del rischio rumore, per valori di esposizione iniziale superiori al valore inferiore di azione, mediante la sostituzione di macchine con altre a minore potenza sonora;
- Eliminazione e/o riduzione del rischio legato ad agenti chimici pericolosi;
- Riduzione del rischio derivante da vibrazioni meccaniche, per valori di esposizione iniziale superiori al valore di azione, mediante la sostituzione di macchine con altre che producono minori livelli di vibrazione;
- Riduzione del rischio legato ad agenti chimici cancerogeni e mutageni (escluso amianto);
- Acquisto di macchine per l’eliminazione e/o riduzione del rischio legato alla movimentazione manuale di carichi che comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico per i lavoratori;
- Riduzione del rischio incendio;
- Riduzione del rischio elettrico;
- Riduzione dei principali rischi infortunistici dipendenti dalla PAT aziendale.
Ogni impresa può presentare un solo progetto riguardante una sola unità produttiva e una sola tipologia d’intervento tra quelle sopra citate. Il progetto deve essere realizzato e rendicontato entro 12 mesi a partire dalla comunicazione di ammissione al finanziamento; tale termine è prorogabile di ulteriori 6 mesi su richiesta motivata dell’impresa. L’agevolazione opera in regime “de minimis”.
PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA: per accedere al beneficio è necessario effettuare 3 step:
- Sul sito dell’INAIL, a partire dal 3 marzo e fino al 7 maggio, le imprese potranno effettuare le simulazioni dei progetti che intendono realizzare, per verificare il raggiungimento o meno della soglia di 120 punti necessari per poter procedere con la presentazione della domanda di contributo. Al termine delle simulazioni le aziende salvano la domanda definitiva. Diversi parametri concorrono alla determinazione del punteggio, quali ad esempio la dimensione aziendale, il tasso di tariffa prevalente nella PAT e il fattore di rischio che il progetto intende ridurre/eliminare;
- Dal 12 maggio le aziende potranno scaricare il proprio codice identificativo, da utilizzare per l’invio della domanda di contributo, la cui data verrà resa nota dall’INAIL a partire dal 3 giugno. Si precisa che la graduatoria delle domande verrà determinata dall’ordine cronologico di invio delle stesse;
- Entro 30 giorni dalla pubblicazione sul sito dell’INAIL degli elenchi delle domande ammesse, le imprese dovranno inviare tutta la documentazione di supporto prevista dal bando.
EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI: entro 90 giorni dall’invio della documentazione di rendiconto, in caso di esito positivo della verifica l’INAIL provvederà ad erogare i contributi.
Rating di legalità: un nuovo sistema di premialità per l’accesso ai finanziamenti
Con il decreto interministeriale MEF-MISE del 20 febbraio 2014 n. 57 è stato pubblicato il regolamento che stabilisce i criteri di attribuzione alle aziende del “rating di legalità”, un nuovo indice che viene assegnato dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e che attesta, attribuendo un punteggio, il rispetto di alcuni criteri di legalità da parte delle imprese che lo richiedano.
Questo sistema di premialità garantirà, alle imprese che lo conseguiranno, alcuni vantaggi ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.
In concreto, i vantaggi che saranno garantiti ai possessori del rating sono i seguenti:
- Preferenza in graduatoria;
- Attribuzione di punteggio aggiuntivo;
- Riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.
In base alla natura, all’entità, alle finalità del finanziamento nonché ai suoi destinatari, almeno uno dei suddetti vantaggi dovrà essere preso in considerazione dalla pubblica amministrazione in sede di predisposizione dei provvedimenti di concessione di finanziamenti alle imprese.
L’impresa che intende ottenere il rating di legalità deve presentare all’Autorità apposita domanda, sottoscritta dal legale rappresentante e redatta mediante compilazione del formulario pubblicato sul sito dell’AGCM.
Siamo a Vostra disposizione per approfondimenti nel merito.
Voucher per le PMI: i chiarimenti dell’ultimo decreto ministeriale, in attesa delle modalità operative
È stato finalmente pubblicato (a circa due mesi dalla firma) il decreto interministeriale sui voucher per la digitalizzazione e l’ammodernamento tecnologico delle PMI, il primo dei due decreti necessari per l’entrata in operatività della misura.
Il decreto contiene alcune novità rispetto a quanto già noto (vedi scheda precedente), che riportiamo di seguito.
- Tempistica – I servizi e le soluzioni informatiche oggetto dell’incentivo dovranno essere acquisiti successivamente all’assegnazione del Voucher.
- Rating di legalità – Una parte della dotazione finanziaria, pari al 5 per cento delle risorse complessivamente disponibili, verrà riservata alla concessione dei Voucher a beneficio delle micro, piccole e medie imprese che hanno conseguito il rating di legalità (vedi news dedicata).
- Cumulabilità – I contributi (voucher) non sono cumulabili con altri contributi pubblici a valere sugli stessi costi.
- Modalità: l’impresa richiedente deve disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata valido e funzionante e della firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato all’interno della sua organizzazione.
Per quanto riguarda specificamente le spese ammissibili, il decreto ha portato i seguenti chiarimenti.
- Miglioramento dell’efficienza aziendale: sono ritenute ammissibili le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali.
- Modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro: sono ritenute ammissibili le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento all’utilizzo di strumenti tecnologici e all’introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro.
- Sviluppo di soluzioni di e‐commerce: sono ritenute ammissibili le spese per l’acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on‐line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e‐commerce.
- Connettività a banda larga e ultralarga: sono ritenute ammissibili, purché strettamente correlate agli ambiti di attività di cui alle lettere a), b) e c), le spese di attivazione del servizio sostenute una tantum, con esclusivo riferimento ai costi di realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche, quali lavori di fornitura, posa, attestazione, collaudo dei cavi, e ai costi di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga.
- Collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l’acquisto e l’attivazione di decoder e parabole, nelle aree dove le condizioni geomorfologiche non consentano l’accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili: sono ritenute ammissibili, purché strettamente correlate agli ambiti di attività di cui alle lettere a), b) e c), le spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare.
- Spese per la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese: sono ritenute ammissibili le spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata, purché attinenti fabbisogni formativi strettamente correlati agli ambiti di attività di cui alle lettere a), b), c), d) ed e). Gli interventi formativi dovranno essere rivolti al personale delle imprese beneficiarie (titolari, legali rappresentanti, amministratori, soci, dipendenti) risultante dal registro delle imprese o dal libro unico del lavoro.
Rimane ora da emanare solo l’ultimo provvedimento che dovrà rendere noti i contenuti del modello di domanda, le modalità e i termini, iniziale e finale, di presentazione della medesima istanza, le modalità di concessione del Voucher e gli schemi specifici per la presentazione delle richieste di erogazione e la gestione delle stesse.
Tale provvedimento, a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, riporterà altresì il riparto su base regionale delle risorse finanziarie e l’indicazione delle regioni nel cui territorio devono essere ubicate le unità produttive delle imprese beneficiarie, nonché l’elenco degli oneri informativi introdotti ai fini della fruizione dell’agevolazione prevista dal presente decreto.
Voucher per la digitalizzazione e l’ammodernamento delle PMI
Cresce l’attesa per l’ultimo decreto attuativo, ma ci sono delle criticità da risolvere
Sembrava essere in dirittura d’arrivo la corsa dei voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese dopo la notizia dell’avvenuta firma, da parte del ministro dello sviluppo economico e del suo omologo dell’economia e delle finanze, del decreto interministeriale che doveva dare il via libera alla misura, ma la realtà al momento è ben diversa. Infatti, a più di un mese della firma congiunta, non solo il suddetto decreto interministeriale non è ancora stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma non c’è nemmeno traccia del successivo decreto, quest’ultimo di competenza solo del MiSE, che dovrà definire le modalità di richiesta, gestione ed erogazione dei fondi stanziati per la misura che, quindi, a quasi un anno di distanza dalla sua istituzione avvenuta a dicembre 2013 con il D.L. “Destinazione Italia” (convertito in legge a febbraio 2014), non è ancora operativa.
Nel frattempo, però, la discussione è ancora aperta in Parlamento, come dimostra l’interrogazione presentata all’assemblea del Senato lo scorso martedì 28 ottobre (seduta n.340). Dal testo di tale interrogazione, disponibile sul sito del Senato, si ricavano informazioni interessanti sulla procedura di ottenimento dei voucher prevista nel decreto interministeriale che, a quanto pare, presenta diverse criticità. Consigliamo, quindi, a chi fosse interessato ai voucher la lettura di tale interrogazione che è accessibile dal seguente link.
Di seguito riportiamo le caratteristiche principali della misura.
Voucher per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle PMI
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in forma di voucher pari al 50% delle spese ammissibili, nel limite di 10.000 Euro per ciascuna impresa.
Le spese ammissibili riguardano l’acquisto di hardware, software, servizi e strumenti, le cui spese siano sostenute successivamente all’assegnazione del voucher, e che siano attinenti ad uno dei seguenti interventi:
- il miglioramento dell’efficienza aziendale;
- la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità (incluso il telelavoro);
- lo sviluppo di soluzioni e-commerce;
- la connettività a banda larga e ultralarga;
- il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l’acquisto e l’attivazione di decoder e parabole, in aree dove le condizioni geomorfologiche non consentano l’accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili;
- la formazione qualificata del personale nel campo ICT.
L’agevolazione opera in regime “de minimis”.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, mediante una procedura informatica che sarà resa disponibile sul sito del MiSE.
Ad un successivo decreto è inoltre demandata l’ultima parola sulla copertura di questo intervento, che nel decreto Destinazione Italia ammontava a 100 milioni di euro. La dotazione finanziaria verrà ripartita su base regionale.
Sembra confermato il fatto che non vi sarà un “click day” per l’assegnazione dei voucher e anche che, nel caso in cui l’importo complessivo delle domande presentate nella finestra temporale concessa risultasse superiore al plafond disponibile, il MiSE procederà al riparto proporzionale delle risorse.
Deduzione IRAP per R&S: nel 2014 convenienza immutata
Il taglio del 10% dell’aliquota cancellato dalla legge di stabilità
La cancellazione della componente del costo del lavoro non è l’unico intervento sull’IRAP che il governo intende attuare con la nuova Legge di Stabilità. Infatti, a fronte della riduzione della base imponibile su cui l’imposta si calcola ottenibile grazie a questo primo intervento, di cui possono beneficiare le aziende che hanno dipendenti a tempo indeterminato, è stato introdotto il ripristino dell’aliquota ordinaria del 3,9% con cui si determina l’imposta, una correzione in senso opposto alla precedente che riguarda tutte le aziende indistintamente e che ha riscontrato un risalto minore sui media.
La riduzione dell’aliquota IRAP per il 2014 era stata introdotta dal governo attualmente in carica nei commi 1 e 4 dell’articolo 2 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Tali commi avevano ridotto al 3,5% l’aliquota IRAP per il 2014 e avevano stabilito come calcolare l’acconto. Il medesimo governo, dopo soli sei mesi, con il comma 2 dell’articolo 5 del DDL Stabilità, fa marcia indietro e propone di abrogare tali commi. Ai fini pratici, quindi, la riduzione dell’aliquota IRAP prevista per il 2014 potrebbe non vedere mai la luce.
Fermo restando che il testo della Legge di Stabilità è passibile di modifiche nel corso del lungo iter che la porterà all’approvazione, va però rilevato che, nelle intenzioni dell’esecutivo, la detassazione della componente lavoro dovrebbe essere applicata a partire dal 2015, mentre il ripristino dell’aliquota dovrebbe essere operativo già dal 2014.
Per quanto riguarda la deduzione irap per i costi di personale dedicato alla ricerca e sviluppo si può concludere che, se il comma 2 dell’articolo 5 del DDL resterà invariato nel testo che verrà approvato, l’aliquota IRAP per il 2014 tornerà al 3,9% e quindi la convenienza del beneficio resterà immutata rispetto agli esercizi precedenti.
Credito d’imposta per R&S: il DDL Stabilità salva la misura dall’oblio, ma modifica in profondità la normativa
L’art. 7 del disegno di legge di Stabilità 2015 rivede integralmente il credito d’imposta che era stato introdotto a dicembre 2013 dal decreto legge n. 145 “Destinazione Italia” (art. 3), successivamente convertito in legge e tuttavia mai reso operativo per la mancanza dei decreti attuativi.
La prima delle modifiche apportate rispetto al testo originario riguarda il periodo di applicazione della misura. Nella nuova versione, l’agevolazione decorrerà dal 2015 (anziché 2014) e resterà operativa per 5 anni (invece di 3).
Del beneficio potranno fruire tutte le imprese senza limiti di fatturato (decade quindi il vincolo che escludeva le aziende con fatturato superiore a 500.000 euro), né vincoli relativi alla forma giuridica o al settore economico di appartenenza.
L’investimento minimo annuale in R&S richiesto per poter accedere all’incentivo è di 30.000 euro, a fronte dei 50.000 della versione precedente, mentre il limite annuo di credito d’imposta fruibile viene innalzato a 5 milioni di euro rispetto ai 2,5 milioni precedenti.
Le spese ammesse ai fini della determinazione del credito d’imposta sono le seguenti:
- Personale altamente qualificato impiegato nelle attività di R&S, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, oppure iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o, infine, in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico (nel testo originario tale voce non era limitata alle risorse altamente qualificate);
- Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio (con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro), in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per le attività di R&S;
- Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, start-up innovative;
- Competenze tecniche e privative industriali relative ad alcuni ambiti specifici.
La misura del bonus è pari al 25% dell’incremento della spesa per ricerca e sviluppo sostenuta in ciascuno dei cinque periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, rispetto alla media della spesa per R&S sostenuta nei tre esercizi antecedenti al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015. Non più quindi una media “mobile” come nella precedente versione, che raffrontava le spese di R&S dell’esercizio per il quale si intendeva calcolare il credito d’imposta con la media delle spese sostenute nei tre esercizi immediatamente precedenti ad esso, bensì una media di riferimento “fissa”.
Per le sole voci a) e c), il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 50%.
Il credito dovrà essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi, non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Le spese in ricerca e sviluppo calcolate ai fini dell’agevolazione dovranno essere supportate da apposita documentazione contabile certificata dal soggetto deputato alla revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali (saranno esentate da quest’obbligo le imprese con bilancio certificato). Gli stessi costi sostenuti per la certificazione della documentazione saranno ammissibili al bonus nel limite di 5.000 euro.
Le disposizioni applicative necessarie sono demandate ad un successivo decreto interministeriale. Queste dovranno entrare nel merito di numerose questioni aperte tra cui, ad esempio, se vi sarà una procedura telematica di prenotazione delle risorse e se, in questo caso, potrà beneficiare del bonus solo chi sarà più veloce nel prenotarsi oppure tutti, tramite il riparto delle risorse disponibili.
Un’altra grossa incognita, fra le tante, visto l’iter incredibilmente tribolato che sta attraversando l’istituzione di questo incentivo, è rappresentato dalle coperture. L’articolo del DDL infatti non entra nel merito del plafond. Si parla (fonte del Ministero dello Sviluppo Economico) di circa di 1,5 miliardi complessivi per i 5 anni previsti, ma dato il binario morto sul quale si è ritrovata la precedente versione del credito d’imposta e la più generale difficoltà da parte dello Stato nel reperire e garantire le coperture necessarie ai numerosi interventi, ogni ipotesi al riguardo è mera speculazione.
Ora non resta che seguire passo dopo passo il percorso del disegno di legge, inclusi il passaggio alle camere e la verifica di Bruxelles, per vedere quale sarà il testo definitivo.
Bando della Regione Veneto a favore di progetti presentati da aggregazioni di PMI
OBIETTIVI: La Regione Veneto, in attuazione della recente Legge Regionale n. 13 del 2014, ha emanato un bando (pubblicato nel BURV venerdì 3 ottobre) che finanzia progetti relativi alla ricerca e all’innovazione, all’internazionalizzazione, allo sviluppo sostenibile e alla salvaguardia ambientale. Gli interventi devono essere sviluppati da aggregazioni di imprese operanti in Veneto.
BENEFICIARI: aggregazioni di PMI, nel numero minimo di 3 imprese, aventi sede operativa in Veneto. Le forme aggregative ammesse sono quelle previste dalla LR n. 13 del 2014, ossia:
- consorzio con attività esterna, società consortile, società cooperativa;
- associazioni di imprese, anche temporanee (A.T.I.) e appositamente costituite per la realizzazione del progetto per il quale è richiesto il finanziamento;
- imprese riunite con contratto di rete.
Imprese di grandi dimensioni, o aventi sede operativa al di fuori della Regione Veneto, possono partecipare all’aggregazione delle imprese (quindi in aggiunta al numero minimo richiesto di tre PMI) ai fini del raggiungimento degli obiettivi di progetto, ma non possono accedere al contributo e le loro spese non concorrono a formare il preventivo delle spese ammissibili della proposta progettuale.
Le imprese devono essere tra loro autonome ed appartenere ad uno dei seguenti settori di classificazione ISTAT ATECO 2007:
- C: “Attività manifatturiere”;
- E: “Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento” (con esclusione dei codici 36 e 37);
- F: “Costruzioni” (per i soli codici 43);
- J: “Servizi di informazione e comunicazione” (per i soli codici 61 e 62, ad eccezione dei codici 61.9);
- M: “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (per i codici 70, 71 e 73, con alcune esclusioni); nel limite di un’impresa e solo in aggiunta ad un’aggregazione di 3 PMI appartenenti ad uno dei codici ATECO dei punti precedenti;
INTERVENTI FINANZIABILI: i progetti devono ricadere in una delle 3 seguenti misure:
- Misura A: progetti di internazionalizzazione relativi ad attività di consulenza riguardanti studi volti al lancio di nuovi prodotti o di prodotti già esistenti su un nuovo mercato in un altro Paese;
- Misura B: progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, di innovazione di processo e di prodotto e gli studi di fattibilità; anche combinati tra loro nel caso di progetti in più fasi;
- Misura C: progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, studi di fattibilità riguardanti tecnologie e prodotti ecosostenibili e/o biocompatibili.
I progetti devono essere realizzati nelle sedi operative delle imprese ubicate nella Regione Veneto. Possono essere avviati dal 30 ottobre 2014 e devono concludersi entro il 30 aprile 2016.
SPESE AMMISSIBILI:
- personale subordinato o parasubordinato, nel limite massimo di euro 50.000,00, oppure, elevato al 50% della spesa ammissibile per progetti con preventivo di spesa dell’ammontare superiore a euro 100.000,00;
- beni strumentali (beni durevoli “equipment” riferiti a macchinari, attrezzature, strumentazioni; software; acquisto di brevetti o licenze di brevetti; componenti del prototipo);
- servizi esterni riferiti a consulenze prestate da persone giuridiche abilitate o da persone fisiche iscritte all’albo professionale di riferimento; per le misure B e C sono finanziati anche i costi di consulenza relativi alla gestione, pianificazione, coordinamento e monitoraggio delle attività solo se riferiti all’impiego di una figura manageriale, esterna al personale delle imprese dell’aggregazione, a carattere temporaneo (cd. Temporary Manager);
- partecipazione a manifestazioni fieristiche di rilievo internazionale (la partecipazione dovrà attuarsi con azione sinergica di tutte le imprese componenti l’aggregazione), solo per la misura A;
- spese generali (comprese le spese di certificazione, ad opera di un professionista iscritto al Registro dei Revisori Contabili) delle spese progettuali sostenute) nella misura massima del 15% della spesa preventivata ed ammissibile a contributo.
Le spese sostenute per la realizzazione del progetto sono ammissibili a partire dalla data di invio della domanda di partecipazione.
ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE: L’agevolazione, in conto capitale, è concessa nella misura del 50% della spesa ammissibile compresa tra euro 30.000,00 ed euro 300.000,00. Di conseguenza, il contributo massimo concedibile per la realizzazione di ciascun intervento progettuale è di euro 150.000,00.
RISORSE DISPONIBILI E PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: Le risorse stanziate per il bando ammontano a euro 6.150.000,00. La modalità di presentazione è “a sportello”, quindi varrà l’ordine cronologico di ricezione della domanda di partecipazione da presentare a mezzo PEC. L’apertura dello sportello è fissata alle ore 10.00 del 30 ottobre 2014 e la chiusura alle ore 17.00 del 10 novembre 2014, salvo esaurimento delle risorse prima di tale data.
Bando della CCIAA di Treviso a favore dell’innovazione nelle PMI
Contributi alle PMI per favorire l’innovazione, la competitività, l’applicazione di tecnologie avanzate e la salvaguardia dell’ambiente
OBIETTIVI: la Camera di Commercio di Treviso intende sostenere lo sviluppo del sistema economico locale attraverso la concessione di contributi a fondo perduto per favorire l’approccio all’innovazione delle PMI.
BENEFICIARI: piccole e medie imprese ubicate in Provincia di Treviso.
SPESE AMMISSIBILI:
- consulenze qualificate legate all’innovazione di prodotto, organizzativa, di processo o tecnologica;
- acquisizione di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici e di allacciamento alle reti tecnologiche;
- acquisizione di licenze di brevetti, modelli, disegni e di specifico know how, nonché spese di assistenza e/o consulenza per l’attuazione di servizi di ricerca documentale e brevettuale;
- acquisizione materiali di prova, di laboratorio, costi esterni di prototipazione;
- acquisizione di informazioni tramite la consultazione di banche dati;
- inserimento all’interno dell’azienda, per almeno 5 mesi, di laureati per innovazione e sviluppo tecnologico, o di temporary manager (con esperienza di almeno 5 anni) per riorganizzazione aziendale;
- realizzazione di sistemi di cloud computing;
- informatizzazione dei processi produttivi;
- realizzazione di sistemi di e-commerce;
- realizzazione di piattaforme web integrate ai social network;
- tecnologie e soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale.
Sono ammissibili le spese sostenute a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda e fino al 10 luglio 2015. Non è ammesso l’acquisto di beni in leasing, di beni usati, materiali di consumo e minuterie.
In base alla tipologia di intervento è prevista una spesa minima ammissibile e una massima.
RISORSE DISPONIBILI: Le risorse disponibili ammontano complessivamente a euro 900.000.
ENTITÀ AGEVOLAZIONE: le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto in misura pari al 50% delle spese ammissibili. Per le imprese della produzione primaria di prodotti agricoli il contributo è del 40% delle spese ammissibili.
CONCESSIONE DELL’AGEVOLAZIONE: le domande di agevolazione possono essere presentate per via telematica con modalità a sportello a partire dal 27 Ottobre 2014 fino al 10 Novembre 2014. È consigliabile presentare la domanda il primo giorno utile.
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"DISEGNI+ 2": dal MISE incentivi per la valorizzazione di disegni e modelli
OBIETTIVI: Il Bando del MISE mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico di disegni/modelli sui mercati nazionale e internazionale.
BENEFICIARI: Piccole e medie imprese.
SPESE AMMISSIBILI: L’agevolazione è finalizzata all’acquisto di servizi specialistici esterni per favorire:
1) La messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 Produzione).
Sono ammissibili le spese sostenute per:
- ricerca sull’utilizzo dei nuovi materiali;
- realizzazione di prototipi e stampi;
- consulenza tecnica relativa alla catena produttiva;
- consulenza legale relativa alla catena produttiva;
- consulenza specializzata nell’approccio al mercato (strategia, marketing, vendita, comunicazione).
L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 1, è pari a euro 65.000.
2) La commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).
- Sono ammissibili le spese sostenute per:
- consulenza specializzata nella valutazione tecnico-economica del disegno/modello e per l’analisi di mercato, ai fini della cessione o della licenza del titolo di proprietà industriale;
- consulenza legale per la stesura di accordi di cessione della titolarità o della licenza del titolo di proprietà industriale;
- consulenza legale per la stesura di eventuali accordi di segretezza.
L’importo massimo dell’agevolazione, per la Fase 2, è di euro 15.000.
Per accedere alle agevolazioni è possibile prevedere, per lo stesso disegno/modello registrato, una sola Fase o entrambe. Le imprese interessate possono presentare più richieste di agevolazione aventi ad oggetto – ognuna di esse – un diverso disegno/modello registrato (singolo o multiplo) fino al raggiungimento dell’importo massimo, per impresa, di euro 120.000.
RISORSE DISPONIBILI: Le risorse disponibili ammontano complessivamente a euro 5.000.000.
BENEFICIO: le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili.
CONCESSIONE DELL’AGEVOLAZIONE: le domande di agevolazione potranno essere presentate a partire dal 6 Novembre 2014, e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.